Published On: Settembre 12, 20264 min read391 wordsViews: 6734Tags: , , , ,
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Il 12 settembre 2026 il Colle Don Bosco ha accolto ragazze e ragazzi del Movimento Giovanile Salesiano per l’MGS Day, la giornata che apre il nuovo anno e lancia il tema della Proposta Pastorale 2026/2027: “Operosi nella carità”.

Per un giorno il Colle si è trasformato in un vero “cantiere a cielo aperto”: caschetti, pettorine, segnali, attrezzi e materiali da lavoro hanno dato forma a un’immagine capace di raccontare il tema dell’anno. Perché essere operosi nella carità significa prima di tutto rendere concreto l’amore attraverso le proprie mani, il servizio e il lavoro.

Un’immagine che affonda le sue radici nella storia stessa dell’Oratorio. Nelle Memorie dell’Oratorio, Don Bosco racconta la nascita dei primi laboratori: non offrì ai ragazzi soltanto un luogo in cui stare, ma si mise all’opera per insegnare loro un mestiere e dare loro la possibilità di costruire il proprio futuro. Una vera bottega di vita.

Alle 17.00, nella Basilica del Colle Don Bosco, il momento centrale della giornata: le Professioni Perpetue dei quattro giovani salesiani, che hanno pronunciato il loro “sì” definitivo nella Congregazione Salesiana. La celebrazione è stata presieduta dal Rettor Maggiore dei Salesiani, don Fabio Attard, e accompagnata dal brano evangelico scelto per le Professioni: «Io sono la porta» (Gv 10,7).

Nell’omelia, don Fabio ha ricordato che la professione non nasce anzitutto dalla promessa che una persona fa a Dio, ma da una promessa che Dio, per primo, fa sulla sua vita. Al centro, l’immagine evangelica del Buon Pastore e di Cristo come porta: «Io sono la porta. Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». Una porta che apre alla libertà e richiama ciascuno alla verità della propria chiamata.

Un invito anche a riconoscersi per ciò che si è realmente. Non uomini “di bronzo”, forti e perfetti, ma vasi di creta: fragili, eppure capaci di custodire qualcosa di molto più grande di loro. Perché, come ha ricordato il Rettor Maggiore, la potenza straordinaria viene da Dio e non da noi, e proprio dentro questa fragilità la vita di Gesù può manifestarsi.

Da qui una consegna che riguarda i quattro giovani salesiani, ma che può parlare a tutti: “Credo, perciò mi consegno”. Lasciarsi cercare da Dio, riconoscere la verità della propria chiamata e scegliere di mettere la propria vita nelle sue mani e al servizio degli altri.