Published On: Dicembre 10, 20225,7 min read546 wordsViews: 1534Tags: , ,
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Gli scout? Sono quelli che fanno il fuoco la sera, quelli che aiutano gli anziani ad attraversare la strada, quelli che vendono biscotti sotto Natale, quelli col fazzolettone al collo e i pantaloncini corti anche in inverno, quelli che schiamazzano e cantano ‘La canzone del sole’ su treni e pulmann di tutto lo Stivale. Sì, ma forse forse c’è qualcosa di più.

Gli scout hanno anche (e soprattutto) un’intenzionalità educativa. E un modello di adulto che propongono ai ragazzi: l’uomo/donna della Partenza, ossia un adulto che sceglie di seguire Gesù e di conseguenza mettersi a servizio del prossimo e della società in cui è inserito.

Per guidare il proprio agire coi ragazzi, ogni gruppo – quindi anche il nostro – si dota di un Progetto Educativo, che ogni 3-5 anni viene verificato e riscritto, in modo da portare la proposta dell’uomo/donna della Partenza in maniera puntuale all’interno di un territorio e di un gruppo di ragazzi che col tempo, anche solo in parte, vivono dei cambiamenti.

Lo scorso anno la nostra Comunità Capi ha dedicato molto tempo alla stesura del nuovo Progetto Educativo del Gruppo, che è stato presentato alle famiglie nel corso dell’assemblea di inizio anno, a metà novembre 2022. La redazione del PE (lo chiamiamo familiarmente così) ha vissuto una lunga fase di analisi del contesto in cui siamo, dei ragazzi e delle loro famiglie, delle nostre risorse e dei nostri limiti, che ha visto il coinvolgimento attivo non solo dei capi e dei salesiani assistenti, ma anche degli stessi ragazzi e dei genitori, per arrivare all’individuazione da parte della Comunità Capi di alcune aree di impegno prioritario, che hanno dato luce agli obiettivi educativi che ci accompagneranno nei prossimi anni.

Quali sono questi obiettivi educativi? Per l’area di impegno ‘Fede e vita’ quello di ‘annunciare la bellezza della Fede che nasce dall’incontro con Dio e che trasforma la vita’ (articolato in alcuni obiettivi più specifici: imparare a rileggere la vita alla luce della Parola per scoprire la presenza di Dio al nostro fianco; curare la relazione con Dio (personale e comunitaria); sentirsi parte della Chiesa). La seconda area di impegno – imparare ad amare – ha fatto emergere l’obiettivo di ‘imparare che amare è dono gratuito di sè e comunione con gli altri, a immagine di Dio Amore’ (con gli obiettivi specifici di curare la propria interiorità e le proprie emozioni; riconoscere l’unicità degli altri e imparare ad accogliere ciò che è diverso da me; instaurare relazioni profonde che mi mettono in discussione; prendersi cura degli altri in modo gratuito). La terza area di impegno prioritaria è ‘comunità e relazioni’, che ha dato origine all’obiettivo di rendere le nostre unità comunità in cui si vivono relazioni belle e profonde con gli altri. L’ultima area individuata – gestione del tempo/passività – ha, infine, evidenziato due obiettivi educativi: ‘scoprire cosa mi piace fare e dedicare tempo, energie e impegno a fare qualcosa di bello della mia vita’ e ‘sviluppare capacità progettuale e lavorare con impegno per raggiungere i propri obiettivi’.

Siamo consapevoli che sarà una strada lunga e impegnativa, ma – come ci auguriamo reciprocamente nei momenti importanti – anche grazie alla guida e all’aiuto del Signore, sarà sicuramente una buona strada!