Sabato 21 marzo è stata una giornata diversa dal solito per molti ragazzi e ragazze del nostro gruppo scout, una di quelle giornate che ci auguriamo portino per sempre nel cuore. Per le strade di Torino c’erano lupetti e lupette che hanno cantato portando striscioni, rover e scolte intente a sventolare una bandiera della pace lunga più di dieci metri e guide ed esploratori impegnati a sorreggere un lenzuolo con scritto sopra i nomi di oltre 1100 persone. Ma cosa ci ha spinti ad un’attività così insolita, o almeno più insolita rispetto alle nostre attività domenicali?
Il 21 Marzo si è celebrata a Torino la giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Promossa dall’associazione Libera contro le mafie e ormai giunta alla sua 31esima edizione, si tratta di una giornata per ricordare tutte le vittime, sia quelle più note che quelle di cui nessuno parla mai o di cui ancora non si conosce la storia.
La giornata è iniziata con la partecipata marcia per le strade della città, a cui è seguita la lettura dal palco in piazza Vittorio Veneto degli oltre 1100 nomi delle vittime. A chiudere, le parole tonanti di don Luigi Ciotti, torinese d’adozione, già fondatore del gruppo Abele e della stessa rete di Libera contro le mafie. «Non basta avere le mani pulite, se poi le si tengono in tasca» esorta don Luigi invitando ad attivarsi e spendersi per un mondo in cui giustizia e cultura della legalità trionfino sulla criminalità e l’indifferenza.
Questo impegno concreto lo si riscontra nella grande partecipazione: oltre 50 mila persone fra associazioni, istituzioni e cittadini hanno partecipato al coloratissimo corteo stringendosi attorno ai famigliari delle vittime e manifestando la loro «fame di verità e giustizia», slogan di questa edizione.
Fra i partecipanti spiccano moltissimi fazzolettoni scout, come quelli bianchi e rossi del nostro gruppo. Non è un caso la sentita presenza degli scout, specialmente della nostra associazione Agesci. «Noi arrestiamo i padri, voi educate i figli», così si è rivolto, infatti, Paolo Borsellino ai capi scout nel giugno 1992, a poche settimane dalla strage di via d’Amelio. Da allora è compito di tutti gli scout d’Italia impegnarsi per mantenere vive le sue parole e rendere l’educazione uno strumento per sconfiggere le mafie. Un’educazione che passa attraverso le scelte grandi o piccole della vita quotidiana e che orientano l’intera proposta educativa della nostra associazione. Ma anche un’educazione che coinvolge tutti e tutte, a partire dai lupetti e lupette dei nostri branchi fino ai ragazzi e ragazze del reparto e della comunità R/S, passando per la nostra comunità capi e infine per i genitori.
Perché è solo educando alla legalità e vivendo queste esperienze significative fin da piccoli che ci si rende conto che l’unica pace e giustizia è quella che si costruisce insieme, tendendo una mano anziché cercando di schiacciare quella dell’altro. Ed è proprio questa foresta di mani che ha sventolato bandiere, sorretto striscioni e abbracciato chi per anni ha vissuto nello sconforto che ci dona speranza per il futuro. Recita uno striscione sorretto dai nostri lupetti: «insieme costruiamo un mondo migliore, liberiamo il futuro con il coraggio nel cuore». Le parole della canzone scout «Strade di Coraggio» ci ricordano come tutto il nostro impegno sia solo parte di un percorso che tutti e tutte insieme vogliamo percorrere.
Per una società Libera dalle ingiustizie, Libera dalle mafie, Libera di sprigionare pace e speranza.
(Federico Pagani, capo scout To24)



