Published On: Giugno 1, 20262,8 min read274 wordsViews: 6174Tags: ,
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Tra i nove Venerabili Servi di Dio che saranno beatificati sabato 6 giugno 2026 nel Santuario di San Giovanni Paolo II a Cracovia, quattro hanno studiato a Torino e uno di loro fu allievo dello Studentato Teologico di Torino – Crocetta agli esordi della storia salesiana della nostra casa.

Uomo di grande spirito e saggezza, don Francesco Miśka era pieno di ottimismo. La fede lo aiutava a superare le difficoltà dell’occupazione e delle persecuzioni, dal tempo del campo di Ląd fino al martirio a Dachau.

Francesco nasce a Świerczyniec, in Alta Slesia, il 5 dicembre 1898 come quinto figlio di Jan e Zofia. A Oświęcim diventa salesiano per sempre il 25 luglio 1923 e  poi parte per Torino-Crocetta per studiare teologia. Lì, il 10 luglio 1927 riceve l’ordinazione sacerdotale.

A Dachau muore come vittima del cinico “privilegio” riservato ai sacerdoti. Costretto a trasportare pentoloni da 50 litri di zuppa bollente, nonostante un braccio fratturato e l’estremo sfinimento, lavora fino alla fine. Questa non è una semplice biografia. È la testimonianza di un pastore che non fuggì quando arrivarono i lupi. È la storia di chi anche in un sistema disumano salva la propria umanità e quella degli altri.

La beatificazione è anche un forte messaggio per il mondo contemporaneo: un richiamo al fatto che la fede ha un prezzo e che l’educazione e la responsabilità verso i giovani richiedono coerenza e coraggio. I nuovi beati salesiani mostrano che la vera vittoria nasce dalla fedeltà e che il senso della vita si scopre nel dono di sé. La loro testimonianza rimane un appello attuale a scegliere anche oggi la verità, l’amore e il bene, senza compromessi.